“La tavola dei Ricci – olio pane vino sole e luna” di
Maria Antonietta Epifani (Schena)
Feltrinelli Point di Lecce
Via Cavallotti 7/a
Lunedi’ 5 dicembre alle ore 18.00
Seguira’ un piccolo aperitivo di Antonella Ricci e Vinod Sookar.
Ci sarà la presentazione del libro di Maria Antonietta Epifani ” La tavola dei Ricci ” edito da Schena per lunedi’ 5 dicembre alle ore 18.00 presso la Feltrinelli Point di Lecce.
Seguira’ un piccolo aperitivo di Antonella Ricci e Vinod Sookar.
Fiaba alimentare e viaggio concretissimo dei sensi, tutti e cinque. “La tavola dei Ricci – olio pane vino sole e luna”, ultima avventura letteraria a firma di Maria Antonietta Epifani (Schena), musicologa con la passione per l’antropologia, edito per i tipi di Schena editore, nasce da un vizio irrinunciabile: la golosità. Così è iniziata questa avventura letteraria che ha portato lontano, attraversando dimensioni insospettabili. Dalla tavola indietro, fino alla sapienza elementare della terra, alla eloquenza “fascinosa e prepotente, pregna di memoria degli alberi d’ulivo”, e ritorno.
Passando per le stagioni, i cicli cadenzati dai movimenti invisibili degli elementi, sole e luna che hanno accompagnato il succedersi delle generazioni di questa famiglia capace di costruire nel tempo una realtà gastronomica tanto solida da affrontare la sfida del presente. Dal mondo contadino – la memoria della fame – al privilegio dell’abbondanza – la globalizzazione. Da nonna Rosa, ad Angelo e Dora Ricci, fino ad Antonella e Vinood, testimoni di questo presente insieme a Rossella, cerimoniera discreta e sapiente dei rituali della tavola e del vino.
Nella ricetta originaria del biscotto, recuperata attraverso il confronto dei segreti di zia Lucia, di zia Violetta e della famiglia Ricci, la chiave di lettura del racconto: “Mentre la società si avvia a un indecoroso oblio dell’antenato queste ricette e questa tavola vivificano continuamente la memoria”, ha detto l’autrice. Il racconto per immagini di Biondi, procede per fotogrammi che accompagnano il testo in sequenza filmica, adescando il lettore nel peccato originario dell’opera, la gola e il gusto. L’incedere delle stagioni diventa dunque, pagina dopo pagina, ricetta dopo ricetta, un girone infernale di tentazioni, mescolando maliziosamente la liturgia sacra della tavola e del cibo con i piatti della festa, quando la religiosità sconfina in baccanale e gozzoviglia festosa, orgogliosamente profana.


